domenica 21 dicembre 2008

17 Dicembre 2008. La comunità attorno al proprio pastore.


Il 17 dicembre abbiamo celebrato un evento straordinario per la nostra comunità parrocchiale.


Ci siamo ritrovati attorno alla mensa eucaristica per lodare e ringraziare il Signore
per il dono del 25 ° anno di sacerdozio del nostro parroco, D. Nenè Valdini. Nel contempo per esprimere il grazie di cuore al parroco per il suo ministero in mezzo a noi.

mercoledì 17 dicembre 2008

17.12.2008. Il Sacerdote

Oggi per la comunità ecclesiale e civile di Mineo è un giorno di FESTA, di Ringraziamento e di lode al Signore per il dono del Sacerdozio ed in particolare per il dono che ha fattto alla comunità di padre Nenè Valdini, parroco delle parrocchie di Sant'Agrippina e di Santa Maria maggiore.

Per riflettere sull'importanza del sacerdozio per la comunità ecclesiale, ecco alcuni brani che possono aiutarci a comprendere sempre di più il valore di questo ministero ed essere riconoscenti per il servizio quotidiano che danno alla comunità.

Chi è che ci prepara l'Eucaristia e ci dona Gesù?
E' il Sacerdote.

Se non ci fosse il Sacerdote, non esisterebbero né il Sacrificio della Messa, né la S. Comunione, né la Presenza Reale di Gesù nei Tabernacoli.

E chi è il Sacerdote?
E' l'"Uomo di Dio". Difatti, è solo Dio che lo sceglie e lo chiama da mezzo agli uomini, con una vocazione specialissima ("Nessuno assume da sé questo onore, ma solo chi è chiamato da Dio": Eb 5,4), lo separa da tutti gli altri ("segregato per il Vangelo": Rm 1,1), lo segna con un carattere sacro che durerà in eternamente ("Sacerdote in eterno": Eb 5,6) e lo investe dei divini poteri del Sacerdozio ministeriale perché sia consacrato esclusivamente alle cose di Dio: il Sacerdote "scelto fra gli uomini è costituito a prò degli uomini in tutte le cose di Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati" (Eb 5,1-2).

Vergine, povero, crocifisso
Con la Sacra Ordinazione il Sacerdote viene consacrato nell'anima e nel corpo. Diviene un essere tutto sacro, configurato a Gesù Sacerdote. Per questo il Sacerdote è il vero prolungamento di Gesù; partecipa della stessa vocazione e missione di Gesù; impersona Gesù negli atti più importanti della redenzione universale (culto divino ed evangelizzazione); è chiamato a riprodurre nella sua vita l'intera vita di Gesù: vita verginale, povera, crocifissa. E' per questa conformità a Gesù che egli è "Ministro di Cristo fra genti" (Rm 15, 16), guida e maestro delle anime (Mt 28, 20).
Lo Spirito Santo configura l'anima del Sacerdote a Gesù, impersona Gesù in lui, di modo che "il Sacerdote all'altare opera nella stessa Persona di Gesù" (S. Cipriano), ed "è il padrone di tutto Dio" (S. Giovanni Crisostomo).


Nello stesso tempo, vogliamo esprimere come azione cattolica parrocchiale il nostro grazie al Signore per il dono di Padre Nenè alla comunità, ed in particlare un grazie di cuore a lui personalmente per il ministero che svolge a favore di tutti i fedeli, ed in particolare per l'azione cattolica. Ad maiora.


Ed ancora.
Il prete (Pomilio, Il quinto evangelio)

Un prete è sempre un sospetto:
ciascuno pretende di trovarlo conforme ad un ruolo
e di domandargli se è quel che deve e se crede in ciò che dice;

ciascuno lo vuole coerente con l'idea che se ne è fatta
e in continuo contatto con l'assoluto e il sublime;

ciascuno si stupisce per il coraggio di una scelta
che per la sua irreversibilità si è cambiata in un destino.

Ma egli è semplicemente una persona
che accetta di confondersi in una comunità e di spendersi per essa.

sabato 6 dicembre 2008

8 dicembre. Festa dell'Immacolata. L’Ac in festa


Una bella riflessione che viene dal centro nazionale. Un momento per "rimotivarci" ed essere sempre più consapevoli della nostra missione di laici sia all'interno della Chiesa e sia nella città dell'uomo.

Che cosa rappresenta l’8 dicembre per l’Azione Cattolica? Che cos’è la “festa dell’adesione” che si celebra nello stesso giorno della festa di Maria Immacolata?
Proviamo a rispondere ripercorrendo le parole che Paolo VI rivolse ai laici di Ac l’8dicembre 1968: parole che sono un dono ancora attualissimo.

Tre erano i pensieri che “occupavano lo spirito” di Paolo VI l’8 dicembre 1968: “la celebrazione della festa di Maria Immacolata, la commemorazione del centenario dell’Azione Cattolica in Italia, e la ricorrenza del terzo anno dalla chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II”.

1. Per il pontefice le gerarchie erano chiarissime: “La Madonna, la Madonna Immacolata, domina dall’alto la scena… Maria ci fa vedere come la bellezza e la bontà, l’avvenenza e la virtù, sono in lei riunite con armonia unica, in lei mai punto turbata… tutto è nuovo, tutto è santo in questa creatura, la cui perfezione sembra allontanarla senza confronto da noi, e la cui missione invece avvicina a noi come sorella, come madre, come speranza a tutti accessibile…ella sostiene i nostri passi, ella ci insegna, con la realtà del suo esempio, che anche noi, mediante l’aiuto del Signore, abbiamo la capacità d’essere cristiani veri e santi; ella ci conforta a osare, a sperare; non solo ne abbiamo il dovere, ne abbiamo la possibilità. Il nostro idealismo cristiano acquista una forza realizzatrice nella misura che il fascino del culto mariano ci attira all’imitazione e alla grazia di Cristo”.

2. Poi Paolo VI si rivolse ai laici di AC: “L’Azione Cattolica è un’attività, è un organismo di Laici. Salute a voi, Laici cattolici, che nella Chiesa di Dio assumete un posto di particolare evidenza, e una funzione di particolare efficienza! Dotati e coscienti della personalità soprannaturale propria dei fedeli componenti il Popolo di Dio, a voi non è bastato essere insigniti dell’incomparabile e comune dignità cristiana e della inestimabile fortuna d’appartenere alla Chiesa cattolica; voi avete voluto essere membra vive ed operanti…voi avete sentito l’obbligo di affermare innanzi tutto il vostro carattere di credenti, avete cercato di rendervi conto dei bisogni interni della comunità ecclesiale, avete avvertito le penose condizioni religiose, morali e sociali della società circostante, e vi siete chiesti se spettava anche a voi fare qualche cosa per la causa di Cristo e per l’edificazione non mai terminata della Chiesa; e allora con una risposta, che nasceva dentro come un imperioso dovere, come una rivelatrice vocazione, avete detto: sì; un cattolico non può essere inerte, insensibile, passivo e codardo; e avete fatto dell’azione, dell’azione cattolica una vostra divisa. Laici eravate, e laici siete rimasti… Libertà di offerta, ma serietà d’impegno. Non è stata e non è l’Azione Cattolica un effimero entusiasmo, un’impresa di dilettanti: è stata ed è tuttora un dono vero, un sacrificio serio, un servizio permanente… L’Azione Cattolica ha fatto del rapporto di collaborazione qualificata con i Pastori della Chiesa la sua nota distintiva, la sua ragion d’essere. Non vanto, non prestigio, non vantaggio; ma servizio. Non servitù, ma corresponsabilità. Non clericalismo, ma apostolato. Non invadenza, ma obbedienza. Non burocrazia, ma carità; carità vissuta nella forma ecclesiale più alta, più autentica, più disinteressata, più efficace, e ancora: più meritoria”.

3. Da qui al Concilio il passo è breve: “Vivrà, sopravvivrà l’Azione Cattolica? Ha essa un avvenire davanti?… Come potrebbe un Laicato cattolico, cosciente della promozione attribuitagli dal recente Concilio, considerarsi esonerato dal suo qualificato impegno di apostolato, quando una più esplicita pienezza dei suoi titoli ecclesiali è per lui codificata nei documenti del Concilio medesimo? Potrà la Chiesa in Italia rimanere priva d’un Laicato organizzato a complemento ed a servizio della sua missione apostolica? Chi meglio di voi potrà aiutare ogni altra buona iniziativa intesa a diffondere e a difendere i principii cristiani?”.

Oggi, sette dicembre, il nostro Vescovo, Mons Manzella, ci ha incoraggiati ad andare avanti con le parole di Benedetto XVI del 4.05.2008: "...L'AC dovrà... mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un'adesione piena alla Parola di Dio, di un amore incodizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo".

Lunedì 8 dicembre 2008 il “si” di migliaia di persone aderenti all’Azione Cattolica avrà ancora le stesse note fondamentali: gratuità di servizio nel nome del Signore, radici salde nel cuore della Chiesa, fedeltà alle relazioni che ci sono state offerte in dono, cura della persona, a partire dai più piccoli e dai poveri, corresponsabilità ecclesiale e civile, organizzazione democratica. Buona adesione a tutti!

Insieme! Festa dell’Adesione 2009

Insieme, ragazzi, giovani e adulti di AC, vogliamo colorare la Chiesa e le Città. È questo l’impegno che mettiamo alla base della campagna adesioni 2009: vogliamo comunicare la nostra passione, la nostra vitalità, il nostro desiderio di camminare sostenendoci l’un l’altro. I materiali promozionali dell’adesione sono un utile supporto per preparare con cura l’adesione, sia per rispiegarne il senso ai soci sia per coinvolgere nuovi amici. L’adesione, momento importante della vita associativa, va infatti preparata e opportunamente spiegata, e mai lasciata all’abitudine!

Ecco il secondo video realizzato per la campagna adesioni 2009. Alcuni soci, assistenti e responsabili di tutta Italia raccontano il loro rapporto con l'AC, le caratteristiche delle varie fasce d'età nei rapporti con la fede, con le proprie città, mettendo in evidenza il rapporto tra AC e bene comune, tra AC e Chiesa, tra Chiesa, territorio, vita della gente. E il rapporto tra le diverse età presenti in AC, insieme!

mercoledì 3 dicembre 2008

Pensieri d'Avvento

Il Vangelo del giorno e una breve riflessione che intende aiutare a scandire il passo, giorno per giorno, verso il Natale, anche da casa, o dall'ufficio.

Per tutto l'Avvento sul portale di AC un piccolo aiuto per vivere pienamente questo tempo d'attesa.

domenica 30 novembre 2008

30.11.2008. AVVENTO . Tempo di Attesa.

Benedetto XVI oggi all'angelus.


"Cari fratelli e sorelle!
Iniziamo oggi, con la prima Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico. Questo fatto ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo, che esercita sempre su di noi un grande fascino. Sull’esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che "ci manca il tempo", perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una "buona notizia" da portare: Dio ci dona il suo tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo.
Ebbene, Dio ha tempo per noi! Questa è la prima cosa che l’inizio di un anno liturgico ci fa riscoprire con meraviglia sempre nuova. Sì: Dio ci dona il suo tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all’eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva, il tempo è già in se stesso un segno fondamentale dell’amore di Dio: un dono che l’uomo, come ogni altra cosa, è in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialità.

Tre poi sono i grandi "cardini" del tempo, che scandiscono la storia della salvezza: all’inizio la creazione, al centro l’incarnazione-redenzione e al termine la "parusia", la venuta finale che comprende anche il giudizio universale.

Questi tre momenti però non sono da intendersi semplicemente in successione cronologica. Infatti, la creazione è sì all’origine di tutto, ma è anche continua e si attua lungo l’intero arco del divenire cosmico, fino alla fine dei tempi. Così pure l’incarnazione-redenzione, se è avvenuta in un determinato momento storico, il periodo del passaggio di Gesù sulla terra, tuttavia estende il suo raggio d’azione a tutto il tempo precedente e a tutto quello seguente. E a loro volta l’ultima venuta e il giudizio finale, che proprio nella Croce di Cristo hanno avuto un decisivo anticipo, esercitano il loro influsso sulla condotta degli uomini di ogni epoca.

Il tempo liturgico dell’Avvento celebra la venuta di Dio, nei suoi due momenti: dapprima ci invita a risvegliare l’attesa del ritorno glorioso di Cristo; quindi, avvicinandosi il Natale, ci chiama ad accogliere il Verbo fatto uomo per la nostra salvezza. Ma il Signore viene continuamente nella nostra vita. Quanto mai opportuno è quindi l’appello di Gesù, che in questa prima Domenica ci viene riproposto con forza: "Vegliate!" (Mc 13,33.35.37).
E’ rivolto ai discepoli, ma anche "a tutti", perché ciascuno, nell’ora che solo Dio conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria esistenza. Questo comporta un giusto distacco dai beni terreni, un sincero pentimento dei propri errori, una carità operosa verso il prossimo e soprattutto un umile e fiducioso affidamento alle mani di Dio, nostro Padre tenero e misericordioso.


Icona dell’Avvento è la Vergine Maria, la Madre di Gesù. InvochiamoLa perché aiuti anche noi a diventare un prolungamento di umanità per il Signore che viene.

6 -7 Dicembre 2008. Festa diocesana dell’Adesione


PROGRAMMA
SABATO 6 DICEMBRE Veglia di preghiera presso la Parrocchia Madonna della Via di Caltagirone
Ore 17.00 :
Arrivi
Incontro formativo
Cena
Inizio adorazione notturna
Colazione
Inizio del pellegrinaggio verso la Chiesa dell’Immacolata.

DOMENICA 7 DICEMBRE
(Arrivo dei giovani pellegrini)

Ore 09.00

Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Manzella Parteciperanno tutti i Presidenti e i Consigli parrocchiali della Diocesi.
In questa occasione il Vescovo benedirà i segni di tutti i soci e li consegnerà ai vari presidenti parrocchiali.

Ore 10.30

Momento formativo per il Consiglio Diocesano, il Comitato presidenti e i Consigli Parrocchiali. Presso i locali della scuola di teologia.